Ferrara, 8 maggio 2020
COVID-19: DONAZIONI DI ORGANI E TESSUTI, AL SANT’ANNA L’ATTIVITA’ NON SI FERMA DURANTE L’EMERGENZA
La rete ospedaliera della Provincia di Ferrara e, in particolare, l’ospedale di Cona sono organizzati con percorsi dedicati e separati per pazienti con sospetta infezione da COVID-19 e pazienti “COVID – free”; ciò permette di mantenere attivi i percorsi donativi nella massima sicurezza per il ricevente. A questo si aggiungono i molteplici esami strumentali, laboratoristici e microbiologici cui viene sottoposto il donatore per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di malattie, non solo infettive.
All’interno dell’ospedale di Cona è attivo, da febbraio 2017, l’Ufficio Coordinamento Aziendale Procurement (UCAP) che si occupa della presa in carico dei percorsi di donazione di organi e tessuti dei potenziali donatori a cuore battente in morte cerebrale e dei donatori a cuore fermo. Il ruolo di questo Ufficio è quello di coordinare tutta l'attività di donazione di organi e tessuti, sia nei diversi reparti che nelle rianimazioni.
La segnalazione tempestiva all’UCAP di ogni possibile donatore è il primo importante passo verso la donazione.
Nel pieno dell’emergenza Coronavirus, gli ospedali sono stati completamente assorbiti dalla cura e gestione delle migliaia di pazienti affetti da Covid-19.
Da una nota del Centro Nazionale Trapianti (CNT) emerge che, nonostante la grave epidemia in atto, l’attività di donazione e trapianto non si è arrestata ma ha continuato a garantire gli interventi, seppur con rallentamenti. Il calo più significativo, ma anche atteso, ha interessato il numero dei potenziali donatori segnalati nelle Rianimazioni e Terapie Intensive: da un lato, questi sono stati i reparti più sotto pressione nell’emergenza e, dall’altro, si è rilevata una diminuzione degli accessi per altre casistiche (come i traumi dovuti a incidenti stradali).
Ad attenuare l’impatto del calo delle donazioni sui trapianti eseguiti è una significativa diminuzione del tasso di opposizione al prelievo: nella finestra temporale della pandemia i “no” alla donazione sono scesi dal 33,1% del 2019 al 25,3%.
I pazienti in lista di attesa per un organo salvavita sono molto più numerosi degli organi disponibili, per questo motivo l’attività di donazione e trapianto è un percorso urgente che non si deve fermare.



