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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

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Ferrara, 22 febbraio 2017

DONAZIONI DI ORGANI: REPORT 2016 DELL’UFFICIO DI COORDINAMENTO AZIENDALE ALLE DONAZIONI (UCAP)

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Si è svolta questa mattina all’ospedale di Cona una conferenza stampa di presentazione dell’attività donativa nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e dell’Ufficio di Coordinamento aziendale delle donazioni (UCAP).
DONAZIONI DI ORGANI: REPORT 2016 DELL’UFFICIO DI COORDINAMENTO AZIENDALE ALLE DONAZIONI (UCAP)

da sx: Giorgetti, Bortolazzi, Di Ruscio, Sapigni, Rossi, Belviso

All’incontro erano presenti: Il Direttore Sanitario Eugenio Di Ruscio, l’Assessora alla Sanità del Comune di Ferrara Chiara Sapigni, il Coordinatore dell’Ufficio UCAP Siliva Bortolazzi, il medico di DirezioneMedica Maria Lucia Giorgetti, la psicologa UCAP Elena Rossi e l’infermiera UCAP Manuela Belviso.

        

Ecco i dati dall’attività donativa presentati oggi in conferenza stampa.

 

Report attività Rianimazioni in regione nel periodo dal 01-01-2015 al 31-12-2015. I valori nella tabella si riferiscono agli OSPEDALI CON LA NEUROCHIRURGIA.

SEDE

TOTALE

ACCERTAMENTI

RICHIESTE DONAZIONI

TOTALE

 OPPOSIZIONI

DONATORI

EFF./ UTIL.

Baggiovara

38

34

7

25/24

Bologna Bellaria

9

6

0

3/3

Bologna

Maggiore

12

12

2

8/7

Cesena

Terapia Intens. 1

36

34

14

15/14

Ferrara

18

18

6

11/11

Parma

29

27

6

15/15

Reggio Emilia

12

12

3

9/8

 

Report attività Rianimazioni in regione nel periodo dal 01-01-2016 al 31-12-2016. I valori nella tabella si riferiscono agli OSPEDALI CON LA NEUROCHIRURGIA.

 

SEDE

TOTALE

ACCERTAMENTI

RICHIESTE DONAZIONI

TOTALE

 OPPOSIZIONI

DONATORI

EFF./ UTIL.

Baggiovara

31

29

6

19/19

Bologna

Bellaria

10

9

4

4/4

Bologna

Maggiore

17

17

4

13/13

Cesena

Terapia Intens. 1

28

27

10

14/13

Ferrara

24

24

7

17/17

Parma

34

34

8

23/23

Reggio Emilia

16

15

1

14/13



Report delle attività di TUTTE le Rianimazioni in regione. I valori nella tabella si riferiscono agli OSPEDALI CON E SENZA LA NEUROCHIRURGIA.

 

2015

2016

TOT ACCERTAMENTI

228

229

RICHIESTE DONAZIONI

211

225

TOT OPPOSIZIONI

63

61

DONATORI

EFFET/UTILIZZATI

124/118

143/138

 

ATTIVITA’ DI ACCERTAMENTO E PRELIEVO FERRARA 2016. A Ferrara, nel corso del 2016, si è registrato un significativo incremento delle donazioni rispetto agli anni precedenti. Sono stati infatti segnalati 24 potenziali donatori, in cui si è effettuato l’accertamento di morte con criteri neurologici (18 nel 2015). Di questi, 17 sono diventati donatori effettivi, rispetto agli 11 del 2015, (tra cui 3 donazioni di cuore e 3 di polmoni), mentre 7 sono state le opposizioni (29%, in linea con la percentuale nazionale).

Gli organi prelevati sono stati 53 rispetto ai 28 del 2015.

Questo trend in miglioramento si è registrato in tutta l’Emilia-Romagna.

 

ATTIVITA’ ANNO 2016 

Tot organi 2016

Prelevati

Trapiantati

Cuore

3

3

Polmoni

6

6

Fegato

16

16

Reni

27

23

Pancreas

1

1

TOTALE

53

49

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ATTIVITA’ ANNO 2015 

Totale organi 2015

Prelevati

Trapiantati

Cuore

1

1

Polmoni

4

4

Fegato

9

9

Reni

14

13

TOTALE

28

27

 

 

 

 

 

 

 

 


DEFINIZIONE DI COMA. Per coma si intende una condizione patologica caratterizzata da perdita della coscienza, motilità spontanea e sensibilità. Un paziente può entrare in coma per varie cause quali, principalmente: intossicazione o avvelenamento, alterazione del metabolismo, tumore, traumi o lesioni cerebrali. Il coma reversibile può durare da qualche giorno ad alcune settimane, minore è la durata del coma e minori saranno gli eventuali danni cerebrali cui andrà incontro il paziente.

 Lo stato vegetativo è una condizione che può evolvere dal coma, ed è caratterizzata dalla ripresa della veglia, comunque senza stato di coscienza.

In nessuno dei due casi, coma o stato vegetativo, si procede a prelievo di organi o tessuti. 

LA DIAGNOSI E L’ACCERTAMENTO DI MORTE ENCEFALICA. La morte s’identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo. Nei soggetti in Morte encefalica ricoverati nei reparti di Rianimazione, quindi con battito cardiaco ancora presente, la morte deve essere diagnosticata ed accertata con criteri neurologiciciò riveste attualmente una notevole importanza in quanto consente sia il prelievo di organi a scopo di trapianto terapeutico, sia l’interruzione delle manovre rianimatorie ormai inutili. La diagnosi/accertamento di morte dei soggetti sopra descritti sono procedimenti obbligatori per legge, indipendentemente dalla conseguente donazione.

All’interno del quadro delle normative in tema di trapianti, le due leggi che in cima regolano tale materia sono:

Legge 29 dicembre 1993 n. 578 “Norme sull’accertamento e certificazione di morte”, nei seguenti articoli:

1. La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo.

2. comma 2: La morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie si intende avvenuta quando si verifica la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo ed è accertata da un Collegio medico nominato dalla Direzione Sanitaria, composto dal medico legale (o da un medico della Direzione Sanitaria o da un anatomo-patologo), da un medico specialista in anestesia e rianimazione e da un medico neurofisiopatologo (o da un neurologo o neurochirurgo esperto in elettroencefalografia).

ART. 2, comma 9: Il collegio medico deve esprimere un giudizio unanime.

D.M. 11/4/2008 “Regolamento recante le modalità per l'accertamento e la certificazione di morte”.        

Art. 4. Periodo di osservazione

1. Ai  fini dell'accertamento della morte la durata del periodo di osservazione deve essere non inferiore a 6 ore.

3.  La   simultaneità   delle   condizioni   necessarie  ai  fini dell'accertamento deve essere rilevata dal collegio medico per almeno due  volte,  all'inizio  e  alla fine del periodo di osservazione.  

La Commissione, al momento della riunione presso il reparto di Rianimazione, dovrà controllare la documentazione clinica, prendere visione del tracciato EEG ed eseguire l’esame clinico. Sotto l’anno di età sono richiesti, tuttavia, ulteriori test strumentali.

 

In seguito la Commissione stabilirà l’ora d’inizio del periodo di osservazione, ossia l’ora del decesso.

 Al termine del periodo di osservazione, nel caso in cui venga decretato il decesso dalla Commissione, verrà sospeso il supporto rianimatorio, ed il cadavere verrà inviato all’obitorio, in caso di opposizione al prelievo, o in Sala Operatoria in caso di donazione.

 

 

UFFICIO COORDINAMENTO AZIENDALE PROCUREMENT (UCAP). La mission del Coordinamento Locale alla Donazione, Prelievo e Trapianto di Organi e Tessuti è la presa in  carico di tutti i percorsi di donazione: a cuore battente, a cuore fermo, attraverso i diversi ruoli e funzioni degli operatori sanitari coinvolti.

La creazione di un Ufficio di Coordinamento Aziendale Procurement (UCAP), nell'ambito del processo di donazione di organi e tessuti, obiettivo di primaria importanza per i risvolti clinici, etici e sociali,  riveste un ruolo molto rilevante nelle fasi di segnalazione e coordinamento multi-professionale dell'intero percorso.

Il ruolo di questo ufficio sarà quello di coordinare tutta l'attività di donazione di organi e tessuti sia nei diversi reparti sia nelle rianimazioni.

Il Coordinatore Locale alla Donazione, Prelievo e Trapianto di Organi e Tessuti (Medico Anestesista-Rianimatore dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione Universitaria, dott.ssa Silvia Bortolazzi.) sarà coadiuvato da figure infermieristiche dedicate a tempo pieno a questa mission e da  una psicologa part time.

Oltre alla struttura propriamente detta Ufficio di Coordinamento, possiamo delineare tutte le figure che a vario titolo collaborano con il Coordinatore locale per l’attività di procurement e di prelievo:

  • Medico della Direzione Medica di Presidio
  • Medico Oculista referente per l’attività di prelievo di cornee
  • Un team di Infermieri “Facilitatori di processo” per il prelievo di organi e tessuti nelle sale operatorie.

 

Funzioni dell’UCAP

  • Individuazione di possibili donatori di organi e tessuti all’interno dei reparti di Anestesia e Rianimazione Ospedaliera e Anestesia e Rianimazione Universitaria, in camera mortuaria e nei reparti non intensivi (in caso di avvenuto decesso);
  • identificazione, selezione e monitoraggio dei pazienti con gravi lesioni cerebrali ricoverati in letti non intensivi, per la possibile presa in carico da parte dell’UO di Anestesia e Rianimazione Ospedaliera o dell’UO di Anestesia e Rianimazione Universitaria (in base alla disponibilità di posti letto intensivo);
  • Verifica della manifestazione di volontà del potenziale donatore;
  • Verifica (in caso di mancata manifestazione di volontà del donatore) dell’eventuale manifestazione di volontà dei familiari;
  • Indagine sulla idoneità del potenziale donatore;
  • Gestione di tutti i rapporti con il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia Romagna (CRT-ER), sia in fase di donazione di organi e tessuti, sia per la gestione del progetto Donor Action e di progetti organizzativi, clinici e di studio che dovessero nascere in collaborazione con altre sedi donative o con il CRT stesso;
  • Gestione degli atti amministrativi relativi ai prelievi di organi e tessuti, con conseguente trasmissione delle documentazioni agli organismi competenti;
  • Supporto alle famiglie dei donatori attraverso risorse professionali (medici, infermieri, psicologa), e strumentali (incontri pre e post- donazione);
  • Predisposizione di percorsi organizzativi aziendali finalizzati all’attività di procurement, e loro continua revisione;
  • Analisi degli indicatori di efficienza, efficacia e qualità dei processi;
  • Organizzazione e coordinamento di corsi annuali di formazione del personale sanitario;
  • Svolgimento di attività di sensibilizzazione ed informazione della popolazione, soprattutto nelle comunità scolastiche;
  • Costruzioni e potenziamento di reti relazionali fra professionisti coinvolti nel processo: con le strutture amministrative e gestionali dell’Azienda, con le Amministrazioni Locali e gli enti di volontariato;
  • Definizione di accordi locali con l’Azienda USL, Aziende sanitarie della Regione e con il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia Romagna, per l’effettuazione delle predette attività.

 

Operatività del C.L. e dell’Infermiere afferente all’UCAP

 

Le competenze dell’infermiere nell'attività di procurement consistono nel:

  • identificare i potenziali donatori "a cuore fermo", selezionarli in base alle check-list, contattare i parenti per il consenso alla donazione, inserire i dati del donatore nel server del Centro di Coordinamento Regionale e coordinare tutte le fasi successive che porteranno alla donazione di uno o più tessuti (donazione cornee o multitessuto) in collaborazione con il Coordinatore Locale o con altro medico rianimatore dell’Unità Operativa di Anestesia eRianimazione Ospedaliera/ Universitaria.
  • identificare i potenziali donatori "a cuore battente" fra tutti i ricoveri con gravi lesioni encefaliche che accedono al Pronto Soccorso di cui viene monitorata l'evoluzione clinica nel percorso all’interno dell’Ospedale (se non immediatamente ricoverati in rianimazione) in stretta collaborazione con il C.L.
  • Nello specifico la figura dell’Infermiere di procurement di organi e tessuti affianca il Coordinatore Locale attraverso le seguenti funzioni:

- rileva, attraverso appositi programmi informatici, tutti i decessi avvenuti in Azienda, sui quali esegue una prima valutazione circa la possibilità di donazione mediante la consultazione della cartella clinica, colloqui con i medici referenti e con i familiari. L'infermiere, dopo valutazione del Coordinatore Locale (o al suo sostituto), supporta in tutte le sue fasi interfacciandosi con tutte le figure coinvolte nel percorso: infermieri e medici delle Unità Operative, l’Oculista, con i servizi di Laboratorio Analisi e camera mortuaria, con le Sale Operatorie e la Direzione Medica di Presidio.

- Si fa carico del rapporto con i familiari, attraverso la relazione d’aiuto (supportato quando possibile anche dallo Psicologo), richiedendo loro il consenso/non opposizione;

- Affianca il Coordinatore Locale nel mantenimento della reportistica inerente l’attività svolta , e per iniziative formative/informative.

- Identifica, mediante il sistema informatico e la collaborazione del “bed manager” (in base ad apposite check-list), i pazienti con lesioni cerebrali ricoverati in posti letto non intensivi che segnala al Coordinatore Locale o suo sostituto.

- Collabora, in caso di donazioni multiorgano/multitessuto in Rianimazione Ospedaliera/Universitaria, con il C.L. (o con un altro Rianimatore) che segue la fase di accertamento di morte e il successivo processo di donazione. L'infermiere assicura il coordinamento di tutte le multi-professioni presenti durante il processo di donazione multiorgano, cura i rapporti con specialisti, con il Collegio Accertamento Morte (CAM), il Tecnico di neurofisiologia, la radiologia, il 118, il CRT, l’equipe infermieristica di Rianimazione e di Sala Operatoria.

 

CONSENSO. La carenza di donazioni comporta inevitabilmente un aumento dei pazienti in lista d’attesa e un aumento della mortalità per tutti gli ammalati per i quali il trapianto è una misura terapeutica urgente e indifferibile, oltre a una grave condizione di disagio psicologico legato alla permanenza in lista d’attesa.

Esprimersi sulla donazione non è un obbligo ma un’opportunità che può salvare, ogni anno, migliaia di persone.

In Italia si applica il principio del CONSENSO o DISSENSO ESPLICITO alla Donazione ovvero a tutti i cittadini maggiorenni è offerta la possibilità di dichiarare la propria volontà in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte.

 

Ci sono 5 MODI PER DICHIARARE LA PROPRIA VOLONTÀ SULLA DONAZIONE:

-      compilando e firmando un modulo presso la ASL di appartenenza. In questo caso la volontà è registrata nel Sistema Informativo Trapianti (SIT); 

-      scrivendo su un foglio libero la propria volontà, indicando i dati personali e apponendovi la data e la propria firma. È necessario che questa dichiarazione venga portata sempre con sé;

-      firmando l’Atto Olografo dell’Associazione Italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO). Grazie ad una convenzione del 2008 tra il Centro Nazionale Trapianti e l’AIDO, queste dichiarazioni confluiscono nel SIT;

-      compilando e firmando il tesserino blu del Ministero della Salute o le tessere delle Associazioni di settore. Questa tessera deve essere custodita insieme ai documenti personali;

-      compilando e firmando un modulo presso l’ufficio anagrafe dei Comuni che hanno attivato questo servizio al momento del rilascio/rinnovo della carta d’identità. La dichiarazione di volontà è registrata nel Sistema Informativo Trapianti (SIT);

Queste modalità sono tutte pienamente valide ai sensi di legge.

Nei casi in cui la dichiarazione è registrata nel SIT, è accessibile in tempo reale dai medici del Coordinamento Regionale Trapianti in caso di possibile donazione. 

Se il cittadino ha sottoscritto più di una dichiarazione di volontà, fa fede l’ultima versione resa in ordine di tempo.

Nel caso di potenziale donatore (soggetto di cui sia stata accertata la morte con criteri neurologici), i medici rianimatori verificano se questo ha con sé un documento attestante la propria dichiarazione di volontà o se quest’ultima risulta registrata nel SIT.

Se un cittadino non esprime la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori) di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. Pertanto, è bene parlare anche con i propri familiari, poiché, in assenza di dichiarazione, essi vengono interpellati dai medici circa la volontà espressa in vita dal congiunto. Per i minori sono sempre i genitori a decidere, e se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato. Il cittadino può modificare la dichiarazione di volontà in qualsiasi momento. Sarà comunque ritenuta valida, sempre, l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo secondo le modalità previste.

Quando un paziente in ospedale muore per morte cerebrale, la famiglia viene interpellata dai medici ad esprimere un parere sulla donazione degli organi durante il periodo d’osservazione di 6 ore previsto dalla normativa vigente. Nelle situazioni di Morte Cerebrale il supporto psicologico è rivolto all’intero processo e la psicologa partecipa ai colloqui dei medici con i familiari e al processo di accertamento di morte cerebrale, in contatto con il Coordinatore Aziendale, l’infermiere e il Collegio Medico curando e prestando attenzione ai tempi, ai modi e ai contesti in cui vengono fornite le comunicazioni ai parenti. Indipendentemente dalla presenza o meno di dichiarazione di volontà, la psicologa dell’UCAP assiste i familiari dei donatori o potenziali donatori, nella difficile elaborazione del lutto, nell’elaborazione di una scelta consapevole o nell’accettazione emotiva della dichiarazione di volontà. Si prende cura della famiglia, delle sue emozioni, dei suoi bisogni e delle relazioni, modulando i suoi interventi in base al loro modus operandi: accoglie e legittima le loro emozioni, risponde alle loro domande, affronta specifici temi (conflitti decisionali, vulnerabilità, rispetto per il donatore, trovare un significato, sospetti…) ad accertamento concluso, in caso di necessità, fornisce supporto psicologico ai familiari per l’elaborazione del lutto.

La psicologa supporta emotivamente anche gli operatori sanitari coinvolti nella donazione facilitando l’espressione e condivisione dei loro vissuti emotivi, riducendo il più possibile eventuali rischi di burnout.

La psicologa collabora con il Coordinatore Aziendale e l’Infermiere  nella realizzazione dell’attività di formazione finalizzata a diffondere la cultura della donazione d’organo e tessuti all’interno dell’Azienda di riferimento promuovendone la Mission. I Progetti Formativi proposti (corsi ECM) promuovono l’acquisizione di competenze e lo sviluppo di qualità comunicative e relazionali specifiche.

L’interesse è rivolto a migliorare l'approccio assistenziale alle famiglie dei potenziali donatori per favorire e non ostacolare il loro consenso alla donazione e sempre in quest’ottica è stato proposto dalla psicologa ed approvato dal Comitato Etico il progetto di ricerca multicentrica regionale proposta dalla psicologa dell’UCAP dal titolo “Il consenso della famiglia nella donazione di organi e tessuti: rapporto tra gradimento della famiglia per l’assistenza ricevuta e consenso alla donazione. studio pilota multicentrico regione Emilia-Romagna” .

Un altro aspetto di cui si occupa la psicologa sono le relazioni e collaborazioni dell’UCAP con le varieassociazioni di volontariato del territorio che si occupano di sensibilizzare la cittadinanza a favore della donazione di organi e tessuti.

creato da webmaster — pubblicato il 22/02/2017 14:38, ultima modifica 22/02/2017 14:38

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