Ferrara, 19 ottobre 2017
IMPORTANTI DONAZIONI DA “NATI PRIMA ONLUS” E “FONDAZIONE BARTOLINI” AL REPARTO DI NEONATOLOGIA – TERAPIA INTENSIVA NEONATALE
Da sinistra: Di Ruscio, Garani, Cristofori, Massarenti, William Barbi (tesoriere "Nati Prima"), Mangolini
Per quanto riguarda le donazioni, si tratta di un ventilatore neonatale/pediatrico e di un videolaringoscopio (il primo in regione) che consentono di continuare nel miglioramento continuo e con minor invasività nella gestione del piccolo paziente che necessita di assistenza respiratoria (specie non invasiva). Inoltre è stata donata la realizzazione del video di presentazione del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e dell’Associazione “Nati Prima Onlus” che consente di fornire agli utenti informazioni dettagliate relativamente a logistica, organizzazione e assistenza neonatale della realtà ferrarese.
Alcuni dati.
La nascita prematura rappresenta ancora un evento frequente: l’8-10% delle nascite avviene prima del termine (37 settimane di età gestazionale - EG). Nel 2016 nella nostra regione i nati con EG < 37 settimane sono stati 3.300.
Nell’ambito della popolazione dei prematuri l’1% sonoi VLBW (very low birth weight: peso alla nascita ≤ a1500 grammi) e rappresentano la popolazione a più alto rischio sia di sopravvivenza che di possibili ripercussioni a distanza. Nel2016 in Emilia – Romagna sono stati 372.
In Italia, ogni giorno, nascono 15 neonati VLBWI. In un anno, questi piccoli venuti alla luce anticipatamente rispetto alla normale tempistica della gravidanza, sono oltre 5.000. Questi numeri consentono di capire l’importanza e la gravità del problema. La vita, subito dopo la nascita, di questi pazienti è fragile. Lo è ancor di più se il parto è avvenuto molto prima del tempo (talora 12-16 settimane prima). Per salvare i bambini prematuri e “ultraprematuri” occorre intervenire con estrema rapidità, attenzione, sensibilità, competenza e con il supporto di tecnologie adeguate.
L’assistenza perinatale rivolta a questi neonati ha mostrato, negli ultimi anni, evidenti progressi con conseguente aumento della loro sopravvivenza, che ha raggiunto valori superiori al 90%, e miglioramento della qualità di vita.
I fattori che hanno consentito questi risultati sono molteplici, dalla centralizzazione delle gravidanze ad alto rischio alla formazione avanzata del personale di assistenza, alla prevenzione e cura della patologia cardio-respiratoria neonatale del pretermine.
Altri fattori importanti sono l’utilizzo crescente della terapia steroidea antenatale, la somministrazione precoce del surfattante (sostanza che consente ai polmoni di essere elastici e dunque di funzionare correttamente) e infine la ricerca dell’ottimizzazione delle tecniche ventilatorie privilegiando l’uso precoce di supporti non invasivi (CPAP nasale e ventilazione non invasiva).
Accanto alle misure terapeutiche che consentono una migliore assistenza per i problemi organici del piccolo neonato, negli ultimi anni sempre maggiore attenzione è stata dedicata alla gestione degli aspetti emotivo-comportamentali e al sostegno dei genitori: la care neonatale con l’utilizzo della marsupioterapia, con l’attenzione alle cure posturali e al precoce attaccamento genitori-neonato oltre ad avere incrementato la possibilità dell’alimentazione naturale e la riduzione dei tempi di degenza, favorisce un più armonico sviluppo del neonato, con ricadute positive sul suo outcome.
La speranza di sopravvivere e di poter iniziare un percorso di vita normale, per un prematuro, sono legati alla tempestività e alla qualità delle cure prestate nei primi minuti di vita e continuate nei reparti neonatologici specializzati.
Nella realtà ferrarese si cerca quindi di prestare attenzione ai cambiamenti tecnologici, organizzativi e assistenziali nell’ottica di creare un percorso di miglioramento continuo e di ottimizzazione delle risorse a disposizione. Tale obiettivo si sta perseguendo anche grazie alla stretta collaborazione con associazioni di volontariato come “Nati Prima Onlus”. La collaborazione prosegue da almeno 8 anni e ha consentito l’acquisizione di tecnologie sofisticate e la presenza di una figura professionale, quali la psicologa per il supporto alle famiglie e per il follow-up per i più piccoli.
Nati Prima Onlus.
L’Associazione è nata dall’esperienza di una coppia di genitori e di Giada (una dei nostri piccoli pazienti “speciali”). In questi anni i progetti realizzati insieme sono stati numerosi e fondamentali per l’Unità Operativa, per i bambini e per i genitori:
- “il mio bimbo è giallo” ovvero il percorso assistenziale del neonato con ittero (2010): donazione di un bilirubinometro transcutaneo, un bilirubinometro per capillari e una centrifuga, che consentono di determinare e monitorare il valore della bilirubina nel modo meno invasivo possibile;
- “il follow-up del neonato di peso molto basso” (2010): consiste in un percorso assistenziale con presa in carico del piccolo prematuro dalla nascita fino ai due anni di vita. Questo si concretizza in una borsa di studio che, rinnovata annualmente, consente la collaborazione di una psicologa per 40 ore mensili che svolge un ruolo insostituibile in Reparto nel sostegno dei genitori dei piccoli pazienti durante il ricovero e che prosegue dopo la dimissione nell’ambito dell’ambulatorio del follow-up;
- “ipotermia” (2014): donazione di un CFM (Cerebral Function Monitor) che semplifica il monitoraggio dell’attività elettrica cerebrale prima, durante e dopo l’ipotermia nei pazienti con sofferenza perinatale;
- “latte della mia mamma” (2016): installazione di un pastorizzatore di ultima generazione che consente, attraverso il processo di pastorizzazione del latte materno, di poter somministrare il latte della propria mamma a tutti i nati pretermine (con EG < 32 settimane).



