Ferrara - 16 dicembre 2016
La Chirurgia della Grande Guerra
Dopo l’introduzione di Giorgio Cavallesco, Lorenzo Capellari parlerà di chirurgia durante la grande Guerra. Nella relazione si espongono i principali temi della chirurgia dedicata alla cura dei feriti in guerra, evidenziando la peculiarità delle terapie messe in atto in quel periodo. In particolare verranno esaminati quei settori d’intervento che poi costituiranno l’embrione delle specialità chirurgiche del giorno d’oggi: neurochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia addominale, ortopedia e traumatologia.
I Medici che entrarono in servizio nella Sanità Militare di tutte le nazioni coinvolte nella Grande Guerra dovettero contrastare la spaventosa potenza distruttiva delle nuove armi con quello che la medicina e chirurgia metteva loro a disposizione all’inizio del 1900. Si è osservato che il progresso nel campo scientifico, inteso come produzione di mezzi di distruzione, ha sempre avuto il passo più lungo rispetto a quello di pertinenza medica.
Non erano disponibili farmaci per combattere le infezioni, non esistevano cure intensivistiche, la diagnostica radiologica era agli albori così come i metodi per le trasfusioni di sangue. Drammatiche erano le condizioni di evacuazione dei feriti dai campi di battaglia. Nonostante questo tutti coloro che prestavano servizio nella Sanità Militare ottennero risultati eccezionali con i mezzi a loro disposizione, operando in uno scenario bellico.
La discussione e le conclusioni sulla giornata saranno a cura di Savino Occhionorelli e Donato Bragato.



