La cosmesi e i luoghi della bellezza al tempo degli Estensi e oggi
“A far biancha la dona mirabilmente. Ricette e princìpi da un raro manoscritto del XVI secolo”
Intervento di Gianluca Lodi
Gli antichi manoscritti hanno tramandato momenti di vita, abitudini e conoscenze del passato. Di questo manoscritto, custodito presso la Biblioteca Comunale Ariostea, Gianluca Lodi, grazie al prezioso lavoro sviluppato negli anni ’50 dal Maestro Cesare Menini, rievoca gli argomenti di cosmesi, illustrando le ricette più significative e i princìpi utilizzati. La maggior parte dei rimedi serviva a far bianca, liscia e lucente la pelle delle donne mediante polveri di piombo, borace, allume di rocca e scagliola; le polveri venivano mescolate e sospese in sostanze ricche di proteine come l’albume d’uovo con lo scopo di formare, una volta asciugate, una pellicola sulla pelle che assumeva lucidità e bianchezza. Il compendio di ricette di cosmetica che viene presentato comprende le ultime dodici pagine del manoscritto, nel quale sono contenute numerose altre ricette di medicina, cucina e alchimia, prodotte in un arco temporale che va dalla metà del ‘400 alla fine del ‘500. Viene attribuito per la prima parte (medicina e cucina) a Michele Savonarola, avo di Girolamo, Archiatra di Corte ai tempi di Niccolò III, mentre le ricette di cosmesi, siglate con le iniziali M.S., potrebbero essere state vergate da Marco Savonarola, giurista, appartenente alla quarta generazione dopo Michele, che avrebbe curato le postille prese in esame in questa relazione.
Relatori: prof. Stefano Manfredini, prof.ssa Silvia Vertuani, dott. Gian Luca Lodi e dott. Francesco Scafuri.
Ingresso gratuito



