Ferrara, 22 maggio 2013
NUOVE TERAPIE NON FARMACOLOGICHE PER I MALATI DI PARKINSON LO STIMOLATORE CEREBRALE CONTROLLA I SINTOMI DELLA MALATTIA
da sinistra: Maria Rosaria Tola, Capo Dipartimento Neuroscienze; Mariachiara Sensi, Medico neurologo; Andrea Gardini, Direttore Sanitario Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara
E’ stato effettuato ieri (martedì 21 maggio 2013), presso il Dipartimento di Neuroscienze di dell’Ospedale S. Anna di Ferrara, diretto dalla Professoressa Maria Rosaria Tola, il primo impianto in Italia in una paziente affetta da Malattia di Parkinson, di “Versice Deep Brain Stimulation System” il sistema esclusivo di stimolazione cerebrale profonda (DSB) di Boston Scientific che consente di controllare i sintomi del Parkinson attraverso l’impianto di un piccolo dispositivo. La stimolazione cerebrale profonda (DBS) non è una cura in quanto non risolve le cause di questa patologia,tuttora considerata incurabile, ma interviene efficacemente sui sintomi più evidenti e migliora complessivamente lo stato del paziente. Oggi il risultato è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta all'Ospedale S. Anna a Cona, alla presenza della dott.ssa Maria Rosaria Tola, Capo Dipartimento Neuroscienze; dott.ssa Mariachiara Sensi, Medico neurologo e dott. Andrea Gardini, Direttore Sanitario Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara
Il Parkinson, malattia neurodegenerativa cronica che può determinare, oltre al tremore, un rallentamento nei movimenti e rigidità generalizzata, colpisce 10 milioni di persone nel mondo, di cui 2 milioni nella sola Europa. E’ una malattia progressiva di cui soffrono in prevalenza persone di oltre 60 anni ma che si può manifestare anche prima (1 paziente su 10 ha meno di 50 anni). In Italia i malati di Parkinson sono circa 300.000, per lo più maschi, con i primi segnali della malattia compresi fra i 59 e i 62 anni.
Tuttora considerato incurabile, il Parkinson è trattato soprattutto con farmaci in grado di ripristinare il livello di dopamina, la sostanza utilizzata dal cervello per trasmettere i segnali ai muscoli ed alla cui progressiva carenza si attribuisce l’insorgere della malattia. Le terapie abitualmente adottate prevedono la somministrazione di levodopa e dopaminoagonisti come primo intervento per il controllo dei sintomi nelle fasi iniziali ed intermedie della malattia. Purtroppo, il trattamento costante e prolungato con levodopa porta a significativi effetti collaterali, in particolare discinesia (movimenti involontari) e nel tempo una ridotta efficacia con scarso controllo dei sintomi.
Le opzioni terapeutiche non farmacologiche per il controllo dei sintomi del Parkinson attraverso l’impiego di dispositivi medici impiantabili, hanno da diversi anni dimostrato particolare efficacia soprattutto nel controllo dei sintomi cardine della malattia.
L’intervento, effettuato a Ferrara dall’équipe di Neurochirurgia e Neurologia coordinata dal Dott. Michele Alessandro Cavallo e dalla Dott.ssa Mariachiara Sensi, che da oltre un decennio si occupano di questa terapia di neuromodulazione, ha consentito di trattare con una terapia particolarmente innovativa una paziente di 58 anni, affetta da Malattia Parkinson da oltre 10 anni.
Il nuovo Sistema di Boston Scientific è costituito da un neurostimolatore (definito anche Generatore Impiantabile di Impulsi), collegato a sottili elettrocateteri; questo emette leggere stimolazioni che “viaggiano”- attraverso gli elettrocateteri - fino al cervello. In questo modo, il cervello viene sollecitato a impartire quei particolari comandi, destinati ai muscoli, che favoriscono il migliore coordinamento dell’attività motoria, la riduzione dei tremori, la diminuzione della rigidità muscolare e dei segni più evidenti della malattia.
Il nuovo sistema impiantabile Versice si distingue rispetto ai precdenti sistemi impiantabili soprattutto nella durata e ricaricabilità delle sue batterie. La batteria di questo neurostimolatore può infatti durare in molti casi fino a 25 anni, evitando così l’impianto di sostituzione del dispositivo, normalmente previsto dopo qualche anno, con enormi vantaggi fisici e psicologici per il paziente e notevole riduzione dei costi sanitari.
Versice™ è semplice e può essere facilmente gestito dal paziente anche dopo l’impianto: il caricatore delle batterie e il telecomando del dispositivo sono senza fili, hanno un raggio di azione di 45 centimetri e permettono di azionare facilmente il dispositivo senza rinunciare alle normali attività quotidiane.



