Ferrara - 17 novembre 2016
Risposta alla Consigliera Raffaella Sensoli
Con riferimento alle dichiarazioni apparse sulla stampa da parte della Consigliera Raffaella Sensoli, resto stupito dalle accuse di scarsa trasparenza e di voler tenere nascoste le carte, quando il contenuto di quelle “carte” è stato spesso l’oggetto di risposte a molteplici interpellanze e richieste di informazioni da parte di istituzioni locali e organi di stampa; allo stesso modo resto stupito rispetto alle dichiarazioni secondo le quali i bilanci ufficiali non evidenziano nella loro interezza le criticità. Il bilancio dell’Azienda ospedaliero - universitaria contiene completezza di dati e informazioni da cui si possono trarre diversi indicatori di criticità, molti di questi sono stati ancora una volta oggetto di risposta alle richieste di chiarimenti e informazioni provenienti anche da membri del consiglio regionale.
La trasparenza per me è un modus operandi e non una bandiera da sventolare per acquisire consenso, e mai mi sono sottratto alla rendicontazione esterna del mio operato e delle criticità incontrate. La scansione temporale dei fatti dimostra quanto sia infondata la preoccupazione della Consigliera Sensoli.
La Legge di stabilità 2016 è stata approvata il 28.12.2015 e per la prima volta introduce l’obbligo per le Regioni di individuare le Aziende ospedaliere ed ospedaliero – universitarie che presentano condizioni di criticità, tra le quali uno scostamento tra ricavi e costi, così come rilevati dal Conto Economico consuntivo, superiore a 10 milioni di euro in valori assoluti.
Subito dopo l’approvazione della Legge di stabilità ci si è attivati nei confronti della CSST, del Collegio di Direzione e delle organizzazioni sindacali mediche e del comparto per presentare i rischi potenziali a cui il Sant’Anna poteva incorrere.
Ancora, infatti, non si conosceva la metodologia di valutazione dello scostamento che in base alle Legge di stabilità doveva essere l’oggetto di un Decreto del Ministero della Salute da adottare entro 30 giorni dalla data di adozione della Legge.
Sempre nello stesso periodo transitorio, intercorso tra l’approvazione della Legge di stabilità e l’emanazione del Decreto del Ministero della Salute, contenente l’allegato tecnico circa la metodologia di calcolo dei costi e dei ricavi delle Aziende ospedaliere per la successiva determinazione dello scostamento, e contenente le linee guida per la predisposizione dei piani di rientro, Decreto emanato nel giugno 2016, questa Direzione ha formalizzato all’Assessorato regionale le specificità dell’Azienda ospedaliera di Ferrara, per cui si riteneva non sussistevano le condizioni previste dalla Legge di stabilità:
1) il contratto di gestione e concessione prevede una spesa corrente annua di circa 5,4 milioni di euro per servizi in concessione che remunerano l’investimento iniziale del concessionario per la costruzione dell’ospedale, quindi assimilabili all’uso di risorse correnti a copertura degli investimenti;
2) doverosamente e in linea con le politiche regionali l’Azienda ospedaliero - universitaria sottoscrive annualmente un accordo di fornitura con l’Azienda sanitaria territoriale, in base al quale la produzione erogata è remunerata con una scontistica complessivamente pari a circa 4,5 milioni di euro;
3) la dotazione in posti letto nell’AOU di Ferrara, dal 2011 al 2014, ha subito una riduzione di circa 150 PL (-17,7% circa) significativamente superiore a quella registrata dalle Aziende prese a riferimento (- 6% circa); parallelamente il trasferimento nel nuovo ospedale di Cona ha visto un più che significativo aumento nelle caratteristiche della struttura fisica dell'Azienda: la superficie complessiva a disposizione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara è passata dai 127.000 mq del 2011 (Vecchio S.Anna e Pellegrino) ai 200.000 mq circa del 2014 e circa 800 mila mc; la superficie lorda per PL registra un aumento di oltre il 90%, passando da 148 mq circa del 2011 (con 860 PL) a 282 mq circa nel 2014 (con 708 PL). Dai dati regionali risulta che la superficie lorda/posto letto presso l’Azienda Ospedaliera di Ferrara è superiore a quella della media presa a riferimento di circa il 25% (+ 72 mq/posto letto), e un eccedenza di metri cubi per PL di oltre 280. I costi di pulizia, riscaldamento, raffreddamento ecc. di questi ambienti non coperti da un adeguato potenziamento delle capacità produttive sono stimati in oltre 5 milioni di euro.
Argomenti ripresi in sede di CSST nel mese di Settembre, in occasione della presentazione della relazione sui 18 mesi di mandato.
A seguito dell’emanazione del Decreto applicativo, l’Assessorato regionale nel mese di Agosto inviava una nota al Ministero con la quale comunicava che, in base ai dati di consuntivo 2015, l’Azienda ospedaliera di Ferrara presentava uno scostamento assoluto tra costi e ricavi pari a € 13,138 milioni e richiedeva una deroga alla metodologia di calcolo impiegata nel Decreto facendo proprie le argomentazioni circa le specificità di cui ai punti 1-3.
Il 27 ottobre si riuniva un tavolo tecnico tra la nostra Regione, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in seguito al quale il livello centrale decideva di non accogliere le motivazioni avanzate e quindi, relativamente al corrente anno, l’Azienda ospedaliera dovrebbe essere in piano di rientro (successivamente a specifico atto regionale e non ancora emanato).
Tuttavia, poiché la valutazione è stata compiuta coi dati del consuntivo 2015, è da precisare che le azioni intraprese da questa Direzione già all’inizio del mandato hanno fatto sì che i criteri per uscire dal piano di rientro siano già soddisfatti coi dati del III CE 2016. Quindi, in sostanza si tratta di entrare ed uscire dalla condizione di “piano di rientro” quasi in contemporanea.
Per il 2017, la Legge di stabilità prevede un abbassamento del valore assoluto dello scostamento tra ricavi e costi da 10 a 5 milioni di euro, e questo comporterebbe certamente un’ulteriore complicazione.
Ma, come sicuramente saprà la Consigliera Sensoli, le Regioni hanno presentato un emendamento per non modificare il valore del tetto di 10 milioni, prima di adeguate verifiche sulle Aziende in piano di rientro.
Quindi, il futuro dipenderà dai contenuti della prossima Legge di stabilità.
La criticità relativa ad un eventuale piano di rientro è stata quindi sempre oggetto di comunicazione verso gli interlocutori interni ed istituzionali, a meno che la trasparenza non debba essere interpretata in termini di informativa diretta e personale alla Consigliera.
Allo stesso modo, le posizioni o le perplessità mie su certi temi, quale quello dell’iniziativa pubblico-privata, sono state diffusamente illustraste, tanto da farne oggetto di un convegno presso il Sant’Anna.
Se infine si riteneva che fosse mio dovere creare allarmismi sul rischio del Piano di rientro in assenza di informazioni e decisioni certe, questo non è il mio stile; mi sono invece preoccupato di andare avanti, con senso di responsabilità e oculatezza, con le politiche di sviluppo dell’Ospedale, di acquisizione del personale, di potenziamento produttivo, perché l’unico modo per scongiurare il piano di rientro è rendere massimamente efficiente ciò che abbiamo, tutelando i livelli e la qualità dei servizi offerti.
La Direzione Generale



