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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

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Ferrara - 26 febbraio 2019

SITUAZIONE DI IPERAFFLUSSO ALL’OSPEDALE DI CONA – Aggiornamento del 26 febbraio 2019

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La situazione legata all’iperafflusso, che dall’inizio dell’anno interessa in forma intensiva l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, si mantiene costante.

Durante la settimana che va da lunedì 18 a domenica 24 febbraio 2019 gli accessi in Pronto Soccorso Generale (PS specialistici esclusi) sono stati complessivamente 1004, con una media giornaliera di 143,4 accessi al giorno. In leggero aumento, quindi, rispetto alla settimana precedente (969 accessi, con una media di 138,4 accessi al giorno). I ricoveri dal Pronto Soccorso sono stati complessivamente 238, quindi la percentuale di ricovero è stata del 23,7%. In quest’ultima settimana si è verificata una situazione opposta a quella della settimana precedente, ovvero a fronte di un aumento degli accessi non si è avuto un aumento dei ricoveri ma una lieve riduzione (sono passati da 242 a 238). Per quanto riguarda il ciclo di ricovero internistico si è registrata, nell’ultima settimana, una totale parità delle entrate (173) e delle uscite (173).

Il numero di pazienti pronti per la dimissione verso servizi o strutture deputati a sostenere le prime fasi post-ricovero per acuti, ad inizio settimana, si era ridotto a 14 ma, verso la fine, è tornato a crescere fino ad arrivare a valori compresi tra 22 e 25. Il tempo di attesa per un posto letto in una struttura dedicata ai ricoveri post-acuti, dal momento in cui i pazienti vengono dichiarati dimissibili, è passato, nell’ultima settimana, da 4 a 3 giorni e mezzo.

Si nota, per inciso, che il numero di posti letto allestiti straordinariamente per far fronte all’iperafflusso è di 24.

 

IL PIANO IPERAFFLUSSO. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara si è dotata, da dicembre 2017, di un piano di gestione dell’iperafflusso, così come richiesto dalla Regione Emilia-Romagna. Il piano si pone i seguenti obiettivi:

- l’individuazione di indicatori per la corretta rilevazione del fenomeno “iperafflusso”, attraverso l’utilizzo di NEDOCS (National Emergency Department Over Crowding Study), strumento impiegato dalla Regione Emilia-Romagna per la valutazione del sovraffollamento;

- la definizione delle relative soglie di criticità e di tempestive modalità di risposta proporzionate ai livelli di criticità rilevata. Tutto questo per favorire e facilitare le fasi di processo e di ricovero, limitando il più possibile i tempi di permanenza dei pazienti in Pronto Soccorso.

Le azioni messe in campo dal Sant’Anna per la gestione dell’iperafflusso sono state molteplici. Da dicembre 2016, i ricoveri internistici da Pronto Soccorso avvengono verso il Dipartimento Medico dalle ore 8.00 alle 20.00 di tutti i giorni e verso un unico reparto di degenza nelle ore notturne (Medicina di Urgenza) che provvede poi alla collocazione del paziente nella altre Unità Operative il giorno successivo.

Per permettere questo, le Unità Operative di Medicina e Chirurgia d’Urgenza (nel 2016), hanno aumentato la loro dotazione rispettivamente di 10 e 7 posti letto. Contestualmente è stata istituita la funzione di Bed Management, con lo scopo di migliorare il flusso dei pazienti in Ospedale e, da gennaio 2017, anche quella di Case Management.

Da ricordare anche la modifica sia strutturale che organizzativa in Pronto Soccorso, avvenuta nel 2017, che ha permesso la creazione di open space e divisione dell’attività in due aree distinte: un’AREA A (ovvero area ad alta intensità di cure e/o ad alta complessità assistenziale), alla quale afferiscono i pazienti con codice rosso, giallo e verde e un’AREA B (ovvero area a medio/bassa intensità di cure e/o a medio/bassa complessità assistenziale), alla quale afferiscono i pazienti con codice giallo, verde e bianco.

In applicazione di quanto già previsto nel piano di dicembre 2017, durante il 2018 si è lavorato per preparare l’Azienda al prevedibile aumento della pressione di ricovero durante la stagione invernale. Per questo si è provveduto al trasloco di un blocco ambulatoriale (Cardiologia e Dermatologia) negli spazi all’1B0 (Settore 1, Corpo B, Piano 0) e il blocco rimasto libero al 3B0 (Settore 3, Corpo B, Piano 0) è stato ristrutturato, rendendolo capace di ospitare 24 posti letto. Inoltre, nel mese di dicembre 2018, l’Unità Operativa di Chirurgia d’Urgenza è stata trasferita nel suddetto blocco di degenza. Quest’ultimo trasferimento ha permesso di creare 2 bacini di espansione, utilizzabili secondo necessità: 17 posti letto nel blocco di degenza della Medicina d’Urgenza e 7 posti letto nel blocco di degenza della Chirurgia d’Urgenza. Per poter gestire questi letti aggiuntivi si è proceduto al reclutamento di personale sanitario, sia medico che del comparto.

La dotazione di questi posti letto cosiddetti “di espansione” è disponibile per gestire le situazioni emergenziali, per evitare un’eccessiva concentrazione di ricoveri internistici nei letti delle Unità Operative chirurgiche e, di conseguenza, il possibile rinvio di parte dell’attività chirurgica. Non trovando personale medico sufficiente da assumere con contratti a tempo determinato o indeterminato, parte della quota oraria di assistenza medica viene coperta da attività simil-alpi prestata dai medici della stessa Azienda.

Le fasi previste dal piano di iperafflusso e l’utilizzo di posti letti aggiuntivi hanno permesso di gestire una pressione di ricovero ancora superiore a quella del gennaio 2018, mese in cui si era verificata una forte occupazione di posti letto chirurgici da parte di pazienti internistici, con inevitabili ripercussioni sulla programmazione chirurgica (sospesa per qualche settimana). Questo, nel gennaio 2019, è stato completamente evitato permettendo alle Unità Operative chirurgiche una normale programmazione dell’attività.

creato da ufficiostampa — pubblicato il 26/02/2019 13:00, ultima modifica 26/02/2019 13:00

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