Prostata - Diagnosi Istologica
Il medico specialista che riceve questa diagnosi deciderà, in base agli altri elementi diagnostici in suo possesso, quale eventuale ulteriore provvedimento assumere nel Suo caso.
1. Iperplasia prostatica
E' una patologia molto frequente, benigna, non tumorale, ingravescente con l'età. Iperplasia significa che nella prostata vi è una crescita cellulare in eccesso, che si può accompagnare ad un lieve aumento del PSA, ma che non comporta alcun aumento del rischio di sviluppare una neoplasia maligna (carcinoma). L'iperplasia può riguardare diversi componenti cellulari e viene pertanto definita dall'anatomopatologo come I. adenomatosa (aumento della componente ghiandolare), I. leiomiomatosa (aumento della componente muscolare), I. adenoleiomiomatosa (con aumento di entrambe le componenti), I. a cellule basali (aumento di una particolare tipo di cellule), I. post-atrofica (aumento per rigenerazione di parti ghiandolari andate distrutte, ad esempio per infiammazione), senza che questo ne modifichi il comportamento clinico.
2. Iperplasia adenomatosa atipica
E' una iperplasia ghiandolare (vedi) che presenta al microscopio alcune anomalie, che tuttavia non ne modificano il comportamento benigno.
3. Prostatite acuta/cronica/granulomatosa
E' un processo infiammatorio che può causare sintomi ed aumento del PSA, ma che non comporta alcun aumento del rischio di sviluppare una neoplasia maligna (carcinoma).
4. Neoplasia prostatica intraepiteliale alto grado
E' un precursore (lesione preneoplastica) del carcinoma prostatico; la definizione alto grado si riferisce alle caratteristiche citologiche e non al significato clinico. Tuttavia, se diagnosticata dall'anatomopatologo su biopsia può essere concomitante ad un carcinoma occulto già presente e quindi può rappresentare una indicazione per ulteriori accertamenti, anche mediante nuove biopsie.
5. Adenocarcinoma prostatico
E' un frequente tumore maligno, il cui decorso clinico-prognostico è tuttavia molto variabile - da lento e indolente a progressivo - in rapporto al grado di malignità (Score di Gleason, vedi) valutato dall'anatomopatologo ed allo Stadio anatomo-clinico (vedi).
L'anatomopatologo classifica diverse varianti istologiche di adenocarcinoma, la più frequente delle quali è definita acinare e per la quale si valuta il grado di malignità, mentre molto più rare sono le varianti duttale, mucinosa, neuroendocrina con comportamenti clinici specifici.
6. Score di Gleason
E' una importante misura numerica della aggressività del tumore della prostata, che l'anatomopatologo esegue al microscopio (score vuol dire punteggio, Gleason è il nome dell'autore che lo ha messo a punto). Si ottiene con la somma di due valori (ciascuno da 1 a 5, con signficato peggiorativo progressivo) assegnati ai due aspetti istologici prevalenti della crescita tumorale, la somma può quindi variare da 2 a 10. Se l'aspetto istologico è unico si assegna comunque un doppio valore uguale (ad es.: score 6 (3+3)).
I valori della somma (Score) minori di/uguali a 6 sono i più frequenti e si accompagnano ad una buona prognosi, i valori da 7 a 10 configurano una progressiva maggiore aggressività.
In un ridotto numero di casi lo score valutato sulla agobiopsia può venire modificato in seguito alla nuova valutazione eseguita dall'anatomopatologo sull' intera prostata dopo resezione.
7. Cosa significa "margini"
Lo specialista anatomopatologo adotta una procedura particolare per identificare e valutare i margini della resezione chirurgica, per l'impostazione della terapia post-chirurgica
8. Cosa significa "stadio"
La prognosi probabile e la scelta del trattamento si basano sulla stadiazione che significa misurazione della estensione del tumore nella prostata e negli altri organi sede di possibili estensione e metastasi, tra cui le vescichette seminali ed i linfonodi regionali, asportati dal chirurgo urologo.
L'anatomopatologo interviene nella stadiazione dopo l'asportazione del tumore e dei linfonodi con procedure standardizzate, contribuendo;
a) valutazione dell'estensione del tumore infiltrante all'interno della prostata e dei rapporti che contrae con le strutture vicine (codificata nella sigla "pT" da 2 a 4, maggiore è il numero più grande ed esteso è il tumore).
b) assenza o presenza di eventuali metastasi linfonodali (situazione codificata con la sigla "pN0" e "pN1" rispettivamente.
I valori di pT e pN diagnosticati dall'anatomopatologo forniscono la base per la definizione dello "stadio TNM" (da 1 a 4 con progressivo peggioramento prognostico) di ciascun paziente, stadio che si ottiene con la diversa combinazione dei vari valori di pT e pN, oltre che con altri elementi in possesso del medico specialista che riceve questa diagnosi, che potrà anche spiegarLe come lo stadio influenzi la Sua prognosi.
1. Iperplasia prostatica
E' una patologia molto frequente, benigna, non tumorale, ingravescente con l'età. Iperplasia significa che nella prostata vi è una crescita cellulare in eccesso, che si può accompagnare ad un lieve aumento del PSA, ma che non comporta alcun aumento del rischio di sviluppare una neoplasia maligna (carcinoma). L'iperplasia può riguardare diversi componenti cellulari e viene pertanto definita dall'anatomopatologo come I. adenomatosa (aumento della componente ghiandolare), I. leiomiomatosa (aumento della componente muscolare), I. adenoleiomiomatosa (con aumento di entrambe le componenti), I. a cellule basali (aumento di una particolare tipo di cellule), I. post-atrofica (aumento per rigenerazione di parti ghiandolari andate distrutte, ad esempio per infiammazione), senza che questo ne modifichi il comportamento clinico.
2. Iperplasia adenomatosa atipica
E' una iperplasia ghiandolare (vedi) che presenta al microscopio alcune anomalie, che tuttavia non ne modificano il comportamento benigno.
3. Prostatite acuta/cronica/granulomatosa
E' un processo infiammatorio che può causare sintomi ed aumento del PSA, ma che non comporta alcun aumento del rischio di sviluppare una neoplasia maligna (carcinoma).
4. Neoplasia prostatica intraepiteliale alto grado
E' un precursore (lesione preneoplastica) del carcinoma prostatico; la definizione alto grado si riferisce alle caratteristiche citologiche e non al significato clinico. Tuttavia, se diagnosticata dall'anatomopatologo su biopsia può essere concomitante ad un carcinoma occulto già presente e quindi può rappresentare una indicazione per ulteriori accertamenti, anche mediante nuove biopsie.
5. Adenocarcinoma prostatico
E' un frequente tumore maligno, il cui decorso clinico-prognostico è tuttavia molto variabile - da lento e indolente a progressivo - in rapporto al grado di malignità (Score di Gleason, vedi) valutato dall'anatomopatologo ed allo Stadio anatomo-clinico (vedi).
L'anatomopatologo classifica diverse varianti istologiche di adenocarcinoma, la più frequente delle quali è definita acinare e per la quale si valuta il grado di malignità, mentre molto più rare sono le varianti duttale, mucinosa, neuroendocrina con comportamenti clinici specifici.
6. Score di Gleason
E' una importante misura numerica della aggressività del tumore della prostata, che l'anatomopatologo esegue al microscopio (score vuol dire punteggio, Gleason è il nome dell'autore che lo ha messo a punto). Si ottiene con la somma di due valori (ciascuno da 1 a 5, con signficato peggiorativo progressivo) assegnati ai due aspetti istologici prevalenti della crescita tumorale, la somma può quindi variare da 2 a 10. Se l'aspetto istologico è unico si assegna comunque un doppio valore uguale (ad es.: score 6 (3+3)).
I valori della somma (Score) minori di/uguali a 6 sono i più frequenti e si accompagnano ad una buona prognosi, i valori da 7 a 10 configurano una progressiva maggiore aggressività.
In un ridotto numero di casi lo score valutato sulla agobiopsia può venire modificato in seguito alla nuova valutazione eseguita dall'anatomopatologo sull' intera prostata dopo resezione.
7. Cosa significa "margini"
Lo specialista anatomopatologo adotta una procedura particolare per identificare e valutare i margini della resezione chirurgica, per l'impostazione della terapia post-chirurgica
8. Cosa significa "stadio"
La prognosi probabile e la scelta del trattamento si basano sulla stadiazione che significa misurazione della estensione del tumore nella prostata e negli altri organi sede di possibili estensione e metastasi, tra cui le vescichette seminali ed i linfonodi regionali, asportati dal chirurgo urologo.
L'anatomopatologo interviene nella stadiazione dopo l'asportazione del tumore e dei linfonodi con procedure standardizzate, contribuendo;
a) valutazione dell'estensione del tumore infiltrante all'interno della prostata e dei rapporti che contrae con le strutture vicine (codificata nella sigla "pT" da 2 a 4, maggiore è il numero più grande ed esteso è il tumore).
b) assenza o presenza di eventuali metastasi linfonodali (situazione codificata con la sigla "pN0" e "pN1" rispettivamente.
I valori di pT e pN diagnosticati dall'anatomopatologo forniscono la base per la definizione dello "stadio TNM" (da 1 a 4 con progressivo peggioramento prognostico) di ciascun paziente, stadio che si ottiene con la diversa combinazione dei vari valori di pT e pN, oltre che con altri elementi in possesso del medico specialista che riceve questa diagnosi, che potrà anche spiegarLe come lo stadio influenzi la Sua prognosi.



