14 dicembre 2010
Riorganizzazione del 118, parlano Rinaldi (S.Anna) e Saltari (Azienda USL)
In apertura della conferenza stampa che si è tenuta il 14 dicembre scorso il dott. Saltari ha riepilogato quale sia la ragione d’essere del servizio 118, il suo funzionamento, le professionalità e gli strumenti sui quali si basa. L’ambito su cui ci si è soffermati maggiormente è stato quello dei tempi di soccorso: la preoccupazione più diffusa è che l’allontanamento del Pronto Soccorso dal centro cittadino incida sul tempo e dunque sulla qualità dei soccorsi.
Il dott. Saltari ricorda allora come sia il tempo di arrivo dell’ambulanza sul posto a fare la differenza: “L’importante è arrivare al più presto a prestare soccorso. Tenendo conto di questo, bisogna ricordare che i mezzi di soccorso sono organizzati in una rete che copre l’intero territorio; che tali mezzi sono equipaggiati con tecnologie e personale specializzato che, di fatto, porta l’ospedale al paziente; che l’ospedale più vicino non è necessariamente il più indicato: la centrale operativa del 118, collegata a tutte le ambulanze, indirizza direttamente il paziente alla struttura di riferimento per le sue necessità.” Anche dopo il trasloco, dunque, la situazione non cambierà rispetto al presente.
“Bisogna ricordare che l’ambulanza non è un taxi, ma un vero e proprio luogo di cura” sottolinea il dott. Rinaldi. “Il trattamento del paziente inizia con la telefonata di richiesta di soccorso. Per questo vorrei invitare ad affidarsi al 118, evitando quando possibile di prendere iniziative imprudenti e di raggiungere autonomamente il Pronto Soccorso. La filosofia del soccorso moderno non è di prendere il paziente e portarlo di corsa in ospedale, ma di intervenire correttamente da subito e stabilizzarlo prima di portarlo via”.



