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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Laboratorio di Emodinamica della Provincia di Ferrara

Angioplastica coronarica

In che cosa consiste l'angioplastica

La procedura inizia con l'esecuzione di un'angiografia, con le modalità descritte nel capitolo coronarografia. L'angioplastica consiste nel dilatare i restringimenti delle arterie coronarie o di segmenti vascolari mediante cateteri a palloncino. Il gonfiaggio del palloncino provoca lo schiacciamento della placca verso le pareti del vaso, rendendolo più ampio e riducendone il restringimento.

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Angioplastica coronarica con impianto di Stent


Mentre il palloncino è gonfio, viene interrotto il flusso di sangue nell'arteria con la conseguenza della possibile comparsa di dolore (al petto nel caso di dilatazione coronarica), che scompare con lo gonfiaggio del palloncino, di solito nell'arco di pochi secondi. Durante tutta la manovra viene monitorizzato in continuo l'elettrocardiogramma e controllato dal medico. Vi verrà raccomandato di segnalare al medico operatore qualsiasi disturbo avvertiate durante la procedura. In alcuni casi particolari alla procedura descritta si può associare l'utilizzo di strumenti che asportano trombi dalla coronaria o dall'arteria periferica, o che rimuovono una parte della placca con una piccola fresa, o con una piccola lama entro un particolare palloncino con una apertura a finestra (aterotomo).

In base a criteri clinici e/o anatomici viene deciso se posizionare uno o più STENT. Lo stent è un piccolo tubicino di metallo traforato, con parete sottile fissato su un palloncino che, gonfiandosi, lo apre e lo rilascia nell'arteria. Lo stent si ricoprirà nell'arco di pochi mesi di un nuovo strato di cellule del vaso e rimarrà per sempre in quella posizione.
Lo stent ha la funzione di riparare le irregolarità del vaso e di mantenere aperto il vaso nel caso di occlusioni acute naturali o comparse dopo dilatazione con catetere a palloncino; soprattutto inoltre riduce in maniera significativa la probabilità che il vaso si restringa nuovamente (restenosi) da circa il 40-50% a circa il 10-20%. Qualora si riformi il restringimento nella sede trattata, o se ne formino di nuovi in altri vasi, è possibile in buona parte dei casi e, se le condizioni cliniche-anatomiche lo consentono, procedere ad una nuova angioplastica.

Nei due filmati riportati di seguito è possibile osservare i risultati che si ottengono con una procedura d'interventistica coronarica. Il primo filmato mostra una lesione (placca aterosclerotica) subocclusiva localizzata all'ostio della coronaria discendente anteriore. L'occlusione improvvisa di questa lesione causerebbe un grave infarto di grosse dimensioni. Come mostra il secondo filmato, con la procedura d'angioplastica coronarica e il posizionamento dello stent la lesione scompare e il vaso riottiene il suo calibro originale con un ottimo flusso sanguigno.

discendente anteriore ostiale subocclusa.mpeg

discendente anteriore ostiale dopo pci.mpeg

Anche i successivi filmati riportano i risultati dopo angioplastica coronarica. Nella coronaria sinistra di questo paziente coesistono addirittura due lesioni critiche, una subocclussiva sulla discendente anteriore e una critica a carico del ramo circonflesso. Dopo angioplastica e posizionamento dello stent entrambe le lesioni sono trattate, i vasi recuperano il loro calibro originale e il flusso sanguigno al muscolo cardiaco è pienamente ristabilito.

creato da Webmaster pubblicato il 17/11/2006 13:50, ultima modifica 09/03/2017 08:29

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